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Alchimia

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Secondo un luogo comune molto diffuso, la parola Alchimia descrive il sogno ingenuo di uomini impastati di avidità e superstizione, chini su crogioli fumanti nel vano tentativo di arricchirsi trasformando il piombo in oro, o di trovare la magica pietra filosofale per assicurarsi l’immortalità.
In realtà, in Occidente come in Oriente, l’Alchimia è probabilmente la più antica speculazione filosofica dell’umanità sulla natura dell’universo e dell’uomo, il tentativo di capire le regole del grande libro della vita, di impadronirsi delle sue chiavi, di estendere la conoscenza superando lo iato tra materia e spirito. Una preoccupazione che è stata raccolta, nella scienza moderna, da fisici come Einstein, che dedicò gli ultimi anni della sua vita alla ricerca di un’equazione capace di esprimere la relazione tra le due forze fondamentali della gravitazione e dell’elettromagnetismo, eliminando così il binomio materia- energia.
O da Bohm, il cui concetto quantistico di “totalità ininterrotta” è del tutto analogo allo Jagat (universo, cosa che si muove unitariamente) induista. Scoprire le regole della natura significa anche comprendere i segreti dell’uomo, che della natura è un riassunto evolutivo vivente, e della sua relazione con il cosmo. Per questo la ricerca alchemica si è interessata anche della malattia, delle sue cause e della possibilità di guarire, elaborando un corpus dottrinale che è alla base di tutte le attuali medicine alternative e della concezione olistica del benessere naturale. L’applicazione pratica del pensiero alchemico al problema della salute prende il nome di Spagyria, una tecnica particolare di elaborazione di materie provenienti dai tre regni della natura, allo scopo di potenziare in massimo grado le virtù dei loro principi attivi.
La Spagyria guarda l’uomo da un punto di vista sintetico e non analitico, quindi non tende tanto ad analizzare le innumerevoli patologie che secondo la medicina attuale possono colpire un organo, quanto a cogliere prima di tutto le caratteristiche normali o patologiche che contraddistinguono ogni singolo individuo sul piano fisico, energetico e mentale. Il suo fine è di comprendere quale archetipo, cioè quale funzione primaria o secondaria, risulta alterata o compromessa e quale rimedio metallico, minerale, vegetale o composito, sia da preferire per recuperare l’equilibrio e il benessere.
Ogni organo o parte del corpo esprimono infatti un preciso dato simbolico, ricco di valenze importanti su ogni piano dell’essere.
Ciò che differenzia la spagyria da altre tecniche che utilizzano materie naturali a scopo terapeutico – come la fitoterapia o l’omeopatia – e ne fa una scienza unica non è solo il procedimento di estrazione dei principi, ma il pensiero alchemico su cui si fonda, la possibilità di andare oltre la banale lettura sintomatica per ritrovare, attraverso le leggi dell’analogia, la chiave della salute integrale nell’armonia tra il microcosmo uomo e il macrocosmo che lo rispecchia.